
L’Italia dell’artistica femminile si conferma regina del Mediterraneo. Quattro anni dopo il successo di Orano 2022, le Azzurre conquistano la medaglia d’oro nel concorso a squadre dei XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, chiudendo al comando con 157.750 punti, davanti alla Spagna, argento con 155.900, e all’Algeria, bronzo con 151.700. Rimane ai piedi del podio la Francia con il punteggio complessivo di 151.100
La formazione dell’Italdonne – guidata da Marco Campodonico e Monica Bergamelli, e composta da Eleonora Calaciura (Juventus Nova Melzo 1960), Benedetta Gava (Artistica ’81 Trieste), Artemisia Iorfino (Libertas Vercelli), Emma Fioravanti (Milanese Forza e Coraggio) e Sofia Tonelli (Fiamme Oro Polizia di Stato), con Angela Andreoli (C.S. Esercito Italiano) riserva – ha costruito il successo con una prova di grande continuità.
Le Fate dell’International Gymnastics Center di Brescia hanno ottenuto il miglior parziale di squadra in tre dei quattro attrezzi: 39.050 alle parallele asimmetriche (pari merito con le iberiche), 38.550 alla trave e 39.700 al corpo libero. Al volteggio, invece, le azzurre mediterranee hanno chiuso seconde con 40.450, alle spalle della Spagna (40.750), trascinate da Alba Petisco.
Nel dettaglio, al volteggio sono entrati nel totale il 14.100 di Benedetta Gava sullo Yurchenko con due avvitamenti – al quale la stella giuliana ha poi aggiunto il 12.500 con la successiva rondata flic mezzo giro più salto avanti raccolto e uno 0.20 di bonus, meritandosi la media da final eight del 13.200, seconda soltanto alla slovena Teja Belak (13.575) – il 13.200 di Sofia Tonelli e il 13.150 di Emma Fioravanti (pari merito con Artemisia Iorfino), per il complessivo di 40.450, che ha aperto la gara del gruppo FGI.
Alle parallele asimmetriche il 39.050 è arrivato grazie al 13.800 di Iorfino – con il quale la promessa di Vercelli vola nella finale degli staggi alle spalle dell’olimpionica di Parigi Kaylia Nemour (13.950, malgrado una caduta) – al 12.950 di Tonelli – anche lei qualificata per l’ottetto di specialità di mercoledì 2 settembre con il sesto punteggio – e al 12.300 di Gava, mentre è stato scartato, per un solo decimo di differenza, il 12.200 di Calaciura.
Alla trave, il 38.550 è stato composto dal 13.200 dell’agente delle Fiamme Oro – Sofia è terza nell’ammissione alla sfida per le medaglie, preceduta, al momento, da Nemour (14.450) e Petisco (13.200, ma con un’esecuzione più pulita dell’empolese cresciuta nella Saltavanti – dal 12.900 della siciliana di Lara Battaglia, quinta qualificata tra le otto che tra tre giorni si contenderanno la medaglia – e dal 12.450 di Artemisia, con il 12.150 di Benedetta escluso dal computo.
La festa che rende il Mare davvero “Nostrum” si consuma al corpo libero, quando il successo era ormai saldamente nelle mani della delegazione capitanata da Elena Raudino. A mettere il sigillo sulla gara, sotto gli occhi del Pfresidente federale Andrea Facci, è stata la nostra Emmina, autrice di un eccellente 13.450. Quello del 2009 milanese, cresciuto nella Forza e Coraggio e dalle sapienti mani di Tiziana Di Pilato e Paolo Bucci all’Accademia di Via Ovada, è stato l’ultimo punteggio della terza ed ultima suddivisione e di tutte e quattro le rotazioni italiane, nonché il più alto della giornata all’attrezzo. Una specie di ciliegina sulla torta, al battito di mani di un pubblico caldissimo, e non solo per le condizioni atmosferiche fuori del Pala Campitelli di Grottaglie. Fioravanti quindi, da grande appassionata di motori, si presenterà in pole-position sulla griglia di partenza della finale dei Giochi, come il suo idolo Charles Leclerc. A completare il 39.700 delle “Fairy Five” di Taranto sono stati il 13.200 di Sofia Tonelli – in terza fila, dopo la compagna e l’algerina Kaylia Nemour, e alla sua terza finale personale per attrezzo – e il 13.050 di Gava; fuori dal totale il 12.250 di Iorfino.
In virtù dell’incredibile cavalcata grottagliese Tonelli, con il personale di 52.550, terza dietro la franco-algerina, leader a quota 55.800 e Petisco (53.400) stacca il biglietto per lo scontro all around a 18 del primo settembre, insieme a Iorfino che con 51.650 si fa preferire di appena 50 millesimi alla Gava, quinta assoluta con 51.600 ma fuori in quanto terza delle italiane (ne passano infatti solo due per nazione).
Ebbene, con il loro fiabesco, lo ripetiamo, 157.750, le Fate italiane – già d’argento, seppur con un’altra formazione, ai recenti Europei di Zagabria – conservano la corona e salgono ancora una volta sul gradino più alto del podio a tre cerchi del CIGM, precedendo di 1.850 punti la Spagna. Quello di Taranto è l’ottavo oro della storia dell’Italia nel concorso generale a squadre femminile ai Giochi del Mediterraneo, il quarto consecutivo dopo Mersin 2013, Tarragona 2018 e Orano 2022. Una tradizione vincente iniziata oltre mezzo secolo fa con i successi di Izmir 1971, Algeri 1975 e Spalato 1979, ai quali si aggiunge quello di Almería 2005 di Monica Bergamelli e compagne, tra le quali una giovanissima quattordicenne di nome Vanessa Ferrari.
Con il trionfo pugliese sale così a 15 il numero complessivo delle medaglie azzurre nella prova collettiva GAF: otto ori, cinque argenti – Latakia 1987, Atene 1991, Bari 1997, Tunisi 2001 e Pescara 2009 – e due bronzi, conquistati a Casablanca 1983 e Languedoc-Roussillon 1993. Domani tocca alla Maschile, inserita nella seconda delle due suddivisioni degli uomini, a partire dalle 17.30. Intanto le Donne Gold, che in mixed zone hanno fatto loro l’in bocca al lupo, tradotto in “ginnastichese” nel classico “Gamba”, si preparano a festeggiare a Casa Italia la seconda medaglia ginnica di questa rassegna tarantina, dopo il bronzo di Viola Sella nel Completo della Ritmica.

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