Seconda giornata dei Mondiali di Ginnastica Ritmica, in corso alla Fiera di Valencia, in Spagna. In programma gli altri due attrezzi individuali, clavette e nastro. Ed è in quest’ultimo che le azzurre, inserite nel gruppo B, sono state chiamate a riaprire la seconda parte delle qualificazioni. Comincia Milena Baldassarri, che sulle note di “l’Enfer” di Stromae, ottiene un 29.150 (D. 14.300 E. 7.250 A. 7.600), penalizzato da una perdita su un lancio. Dopo di lei è toccato a Sofia Raffaeli, che dopo i due argenti a cerchio e palla, è tornata sulla pedana iberica più carica che mai. Il 31.700 (D. 15.400 E. 8.050 A. 8.250), al ritmo travolgente di “That’s life” di Sinatra, le permette di centrare con il quarto posto una delle due finali di questa sera, quella della quale detiene ancora il titolo 2022. Davanti ci sono la tedesca Darja Varfolomeev (32.850), l’israeliana Daria Atamanov (32.500) e la bulgara Boryana Kaleyn (32.050). Niente da fare invece alle clavette dove la stella della Ginnastica Fabriano commette un errore su un rischio nella routine creata per lei da Julieta Cantaluppi sulla melodia di “Quand c’est”, sempre di Stromae, fermandosi, quindicesima, sul punteggio di 30.500 (D. 15.100 E. 7.250 A. 8.150). Quote ormai bassissime per le altitudini di volo alle quale ci ha abituati.

Raffaeli, dunque, non potrà difendere il bronzo ottenuto in Bulgaria, con la specialità più indigesta, almeno ai Mondiali. Resiste, infatti, l’ex aequo storico con Samantha Ferrari, terza iridata ad Atene nel 1991. Tutti gli altri record sono già stati polverizzati dal vulcano di Chiaravalle, che si qualifica con il terzo totale, 101.800 sui tre attrezzi. Ai fini della classifica all around di ammissione, infatti, è possibile scartare l’esecuzione peggiore. Davanti ci sono le avversarie di sempre: Stiliana Nikolova con 104.300 e la Varfolomeev con 102.600. Le stesse protagoniste, a ruoli invertiti, della finalissima in Bulgaria, lo scorso anno. Ma sabato, per il titolo sul completo 2023, si ricomincia daccapo e quindi i giochi sono ancora aperti.

Come lo sono, quelli con la “G” maiuscola per Baldassarri, che grazie al 30.750 (D. 15.000 E. 8.000 A. 7.750) su “Some like it hot” del gruppo jazz and lounge tedesco Club des Belugas, che le vale il ruolo di terza riserva alle clavette, mette insieme 94.250 punti complessivi e stacca il biglietto per Parigi 2024. E’ la seconda carta olimpica della ginnastica, che segue quella di Raffaeli, per l’en plein FGI di posti individuali disponibili, come a Tokyo 2021, dove con Milena andò Alexandra Agiurgiuculese. Per la ventunenne di Ravenna, cresciuta nella fucina fabrianese, potrebbe essere, se convocata (il posto è per il Paese, non personale) la seconda partecipazione, come, prima di lei, avevano fatto solo Giulia Staccioli (Los Angeles 84 e Seul 88) e Irene Germini (Barcellona 92 e Atlanta 96). L’aviere dell’Aeronautica Militare disputerà anche la finalissima a 18 del concorso generale di sabato, di certo con le ali olimpiche ai piedi. Baldassarri è la quindicesima ammessa e partirà, dunque, per quinta al cerchio, nel gruppo B (quello che raggruppa le ginnaste dal 10° al 18°posto) mentre Raffaeli, in virtù della terza piazza di ammissione sarà l’ultima di ogni rotazione del gruppo A (1°/9° posto), partendo anche lei dal cerchio.

“Ancora non ci credo – ha dichiarato in zona mista la romagnola – E’ stata dura con i punteggi tutti molto vicini. Ho spettato fino all’ultimo esercizio per essere sicura. Sono super contenta. Già il fatto di aver concluso bene la gara mi dà una grande carica per la finale di sabato. Da Tokyo che ci penso. Sono andata avanti step by step ma il focus era Parigi. Non è facile, da individualista, bissare una partecipazione olimpica. Nella storia della federazione ci sono riuscite in due. Sono molto orgogliosa e spero di portare in alto il nome della ginnastica italiana. Rispetto alla qualifica del 2019 a Baku è stato tutto diverso, lì si passava dalla finale, qui dalle qualifiche, quindi la concorrenza era molto più ampia, soprattutto con la possibilità di scartare un punteggio. Le ginnaste sono cambiate, così come il codice dei punteggi, questa era una sfida tutta nuova che sono felice di aver vinto. La passione per questo sport e la mia allenatrice Julieta Cantaluppi mi hanno dato la forza in questi due lunghi anni. Stare accanto ad un fenomeno come Sofia Raffaeli poi mi ha dato un motivo in più per spingermi oltre i miei limiti. Dedico questo splendido risultato ai miei genitori, a mia nonna che mi segue da casa, in Italia, a tutti quelli che mi sostengono e a Julie che è sempre con me. Adesso affronterò la finale mondiale di sabato a cuor più leggero e con un sorriso enorme!”

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