Nella Sala Autorità dello Stadio Olimpico di Roma, si è svolta la seconda edizione del Forum “Osservatorio Valore Sport” organizzato da “The European House” Ambrosetti, con il partenariato anche del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, del Comitato Italiano Paralimpico, di Sport&Salute e dell’Istituto per il Credito Sportivo. Lo scopo dell’iniziativa è stato quello di riportare lo sport e la cultura del movimento al centro dell’agenda politica per creare valore per il Paese.

Al di là dell’introduzione dello sport nell’art n. 33 della Costituzione italiana, che recita “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme” richiamata da buona parte dei relatori intervenuti, a cominciare dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, la sintesi del rapporto enunciata da Valerio De Molli, Amministratore Delegato del prestigioso studio internazionale di ricerca e consulenza aziendale “Ambrosetti”,  è risultata davvero impietosa.

Infatti, a fronte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che stima in almeno 60 minuti giornalieri l’attività fisica per la fascia di età 5-17 anni ed in almeno 150 minuti settimanali per gli adulti dai 18 anni in poi, l’Italia è il 4° peggior paese dei dell’OCSE per sedentarietà tra gli adulti con percentuali molto alte e addirittura siamo il peggior Paese dell’OCSE per i ragazzi dagli 11 ai 15 anni con una percentuale di sedentari del 94,5 %, con un costo per il Sistema Sanitario Nazionale stimato in 4,5 miliardi di euro all’anno. La percentuale della pratica sportiva cresce all’aumentare del livello di istruzione, è maggiore negli uomini e presenta una forte disomogeneità territoriale a favore delle regioni del Centro- Nord. La disciplina sportiva più praticata in assoluto è sempre la ginnastica, che racchiude anche l’aerobica ed il fitness, con il 25%, seguita da calcio 23 %, nuoto 21%, atletica leggera 17%, ciclismo 12%. Molto al di sotto della media europea il rapporto impianti per numero di abitanti, 131 impianti ogni 100.000 abitanti contro i 600 della Finlandia e i 170 della media europea. Anche in questo caso è forte squilibrio con carenza di impianti soprattutto al Sud.

“Attraverso i Bandi di Sport e Periferie stiamo facendo il possibile per l’impiantistica sportiva – ha dichiarato Marco Mezzaroma Presidente di Sport&Salute – con esplicito riferimento anche al “Progetto Caivano” fortemente attenzionato dal Governo e dal Ministro Abodi che vedono nello sport un presidio di legalità sul territorio. Ma la carenza di strutture si estende anche al mondo scolastico, 6 edifici scolastici su 10 non sono dotati di un impianto per la pratica sportiva e dove ci sono spesso vengono utilizzati solo al mattino privando la cittadinanza locale di necessarie opportunità motorie”.

“Sono le Associazioni Sportive Dilettantistiche, le Società Sportive, le Federazioni Sportive, le Discipline Sportive Associate e Benemerite, e gli Enti di Promozione Sportiva a supplire alle carenze sportive della Scuola e a promuovere la cultura del movimento – ha dichiarato nel suo intervento il Presidente del Coni, Giovanni Malagòserve un piano Marshall per la Scuola e mi preoccupa il forte calo demografico che può compromettere in futuro la stabilità dell’Italia nella top 5 del medagliere Mondiale, non dimentichiamo che i successi promuovono la pratica sportiva soprattutto nelle giovani generazioni”, ha concluso il numero uno dello sport italiano.

Gli ha fatto eco il Presidente del Cip, Luca Pancalli, per lo sport paralimpico: “Prima ancora della fruibilità delle palestre da parte degli studenti disabili (una su 10), tante scuole presentano serie difficoltà di accesso agli edifici per i portatori di handicap compromettendo, di fatto, il diritto all’istruzione obbligatoria, anche qui con forti squilibri, a sfavore del Sud, che potrebbero accentuarsi con l’autonomia differenziata delle regioni. Visti i risultati di Tokyo, alle prossime Paralimpiadi di Parigi partiamo con i favori del pronostico ma, facciamo i dovuti scongiuri”, ha concluso Pancalli.

Indiscussi i benefici dell’attività motoria e della pratica sportiva per la salute, che vanno anche ben oltre producendo quello stato di benessere e di felicità che si avverte nel sentirsi e vedersi meglio. In termini economici, recenti studi indicano in 3 euro il risparmio della sanità italiana per ogni euro investito nella pratica sportiva-motoria come prevenzione. Ciò nonostante, resta bassissimo l’investimento dello Stato nello sport con una spesa pubblica di 88 euro pro capite che ci colloca al 15° posto in Europa ed una spesa pubblica pari allo 0,54% del totale nazionale, che ci pone al 22° posto dei 27 Paesi europei.  Un grosso contributo potrebbe arrivare anche da pacchetti di welfare aziendali dedicati all’attività fisica e sportiva integrati con l’attività lavorativa. Da non trascurare infine la tecnologia che ci aiuta a misurare l’attività fisica giornaliera ed il nostro stato di forma.

Infine, secondo uno studio dell’ICS, presente al forum con il suo Presidente Beniamino Quintieri ed il Direttore Generale Ludovico Mazzolin, l’intero comparto dello sport ha raggiunto un valore aggiunto di 22 miliardi di euro l’anno, pari al 1,3% del PIL nazionale. Studi dedotti dagli indicatori forniti dall’ ISTAT presente al forum con il suo Direttore Generale Michele Camisasca.

“Una due giorni romana intensa in cui lo sport italiano è stato radiografato a 360 gradi in tutti i suoi aspetti, dandosi appuntamento al prossimo anno con l’auspicio di un salto di qualità che renda l’attività sportiva un diritto costituzionale “esercitato” dai cittadini italiani”, queste le considerazioni del vicepresidente Rosario Pitton intervenuto al forum in rappresentanza della nostra Federazione, su delega del Cav. Gherardo Tecchi.   

Categories:

Tags:

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *