Il week end di ginnastica ritmica appena trascorso ci ha dimostrato che i miracoli accadono, se uno li vuole. E così può succedere che una piccola società sportiva, la Gymnica’96, possa ospitare, senza fissa dimora, addirittura una Nazione come San Marino, iscritta al pari di un club nel torneo di Serie B in virtù di una convenzione con la FGI. Il sodalizio di Alessandro Fossi ha usato lo stesso cerimoniale, senza distinzioni, accogliendo ginnaste, tecniche, politici e presidenti federali con i medesimi comuni denominatori, la gentilezza e la dedizione del volontariato declinate attraverso la professionalità personale dei singoli. E così il miracolo c’è stato, eccome, perché i componenti del club forlivese lo hanno fortemente voluto. Un miracolo organizzativo che non si può comprendere in pieno senza sapere cosa c’è dietro.

Gli anni del Covid, i rincari energetici dovuti alla guerra in Ucraina e poi l’alluvione capace di affogare qualunque entusiasmo o forma di resilienza. Quell’ultima piaga d’Egitto abbattutasi sull’Emilia-Romagna, oltre alle vittime e alle case degli sfollati, si è portata via la palestra Mercuriali di via Isonzo, un luogo iconico dove per anni la ginnastica ha forgiato talenti: dall’artistica con Cesare Marchetti a capo della sezione maschile della gloriosa Forti e Liberi, alla ritmica con la Gymnica 96, senza citare altre ASD che si poggiavano nella struttura comunale, ad oggi ancora inagibile. Eccolo allora il miracolo delle ragazze di Chiara Domeniconi capaci di arrivare terze in A2 pur allenandosi a pezzi – nel dislocamento, non certo nello spirito – tra la zona della Fiera, con il tetto troppo basso per i lanci d’entusiasmo, e l’Istituto dei Salesiani; eccolo il miracolo della società apolide, costretta a spostarsi di qua e di là, che, in un mondo globalizzato, riesce a superare il concetto degli argini e dei confini, abbracciando, allegoricamente, un paese straniero, (per quanto piccino come quello sanmarinese), con una forza di volontà che va oltre quella dei fiumi in piena.

La speranza è che la burocrazia non faccia come il fango, e che le istituzioni locali e nazionali si muovano in fretta per restituire la sede storica, quella voluta da Bruno Grandi, a coloro che per anni l’hanno vissuta, bagnandone le pareti con il sudore della fronte prima di appendervi quadri d’orgoglio cittadino e non solo. A via Isonzo è passata anche Miranda Cicognani con l’Edera. Lei, la prima donna portabandiera di una delegazione olimpica italiana, ad Helsinki, nel 1952, quando l’emancipazione femminile aveva appena intrapreso il suo lungo cammino verso la parità dei diritti, fu un esempio dello spirito indomito di Forlì. Non sarà certo un cataclisma a fermare la musica dei piccoli attrezzi romagnoli. D’altra parte, lo insegnano le allenatrici, se la musica si ferma la ginnasta deve andare avanti. Così sta facendo la Gymnica’96, che nel silenzio generale continua a disegnare coreografie al tempo del battito di mani del pubblico, accorso in massa all’Unieuro Arena per la seconda prova della regular season di Serie A e B di ginnastica ritmica.

Domenica mattina è stato il turno della terza categoria che ha incoronato la Falciai Arezzo, medaglia d’oro con il punteggio complessivo di 116.700. Alle spalle di Ginevra Bindi, Sofia Boschi, Isabel Puccinelli e Vittoria Maria Berti si sono piazzate le atlete della Doria Gym Taviano – Melissa De Matteis, Asia Karol Piscopiello, Chiara Rizzo e Elisa Maria Comignani – sorridenti sulla piazza d’onore con il totale di 115.100. Terza a quota 113.600 la Repubblica di San Marino, rappresentata da Emma Fratti, Gaia Zurlo, Gioia Casali e Camilla Rossi. Il quartetto di Federica Protti ha tenuto giù dal podio la Virtus Gallarate, capofila delle inseguitrici dai 108.600 punti in giù. Prossimo appuntamento nelle Marche, sabato 16 e domenica 17 marzo. La padrona di casa sarà Fabriano che farà gli onori alle altre 36 compagini in quel di Ancona, nel PalaRossini che ha già fornito la cornice per la seconda giornata della Serie A e B di artistica, l’ultimo fine settimana di febbraio. Il circuito del calendario federale si sposta ma lascia un pezzo di cuore ad ogni tappa. A Forlì restano sorrisi amari su lacrime ormai asciutte, e la voglia matta e fortissima di tornare alla normalità del Merculiari e di rifarsi il trucco. Perché i miracoli accadono, se uno li vuole.

CLASSIFICA 2/a GIORNATA BB

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