La Spagna si prende il mondo, come Lamine Yamal e i ragazzi di Luis de la Fuente nel Calcio. Che momento incredibile sta vivendo lo sport iberico?! E dall’Italia non possono che arrivare applausi per le ragazze di Alejandra Quereda, argento a Rio nel 2016. Alla Festhalle di Francoforte, nel giorno di Ferragosto, Ines Bergua Navales, Andrea Corral, Andrea Fernandez, Marina Cortelles, Lucia Munoz e Salma Solaun salgono sul gradino più alto del podio all around con 57,450 punti (28,500 alle 5 palle e 28,950 ai 3 cerchi e 2 paia di clavette), precedendo Giappone e Brasile e confermandosi come la formazione più forte del momento. Un successo che ribalta il podio dell’ultima edizione iridata 2025. In Brasile era stato, infatti, il Giappone a conquistare l’oro davanti alle padrone di casa e alla Spagna. Dodici mesi più tardi quest’ultima sale di due gradini e si prende la corona planetaria. Argento per le nipponiche Natsumi Hanamura, Megumi Nishimoto, Rin Manabe, Hisano Taguchi, Kaseno Tanabe e Yuna Tanaka, con 56,700 (28,150 alle 5 palle e 28,550 nel misto). Bronzo all’esplosivo sestetto verdeoro (Maria Eduarda Arakaki, Maria Paula Caminha, Mariana Goncalves, Julia Kurunczi, Sofia Pereira e Nicole Pircio), terzo con 55,500 (26,800 e 28,700). Ai piedi del podio rimane invece la Germania padrona di casa, quarta con 55,050.

Per la Federazione di Jesús Carballo Martínez è il coronamento di un 2026 da incorniciare. Le nuove campionesse del mondo erano già salite sul tetto d’Europa, a Varna, in Bulgaria, conquistando il titolo continentale nel concorso generale e imponendosi anche nelle due finali di specialità. Ora arriva anche l’oro nel Completo della World Gymnastics, che bissa l’unico precedente, quello al Pireo, in Grecia, nel 1991, quando Lorea Elso, Teresa Fuster, Montse Martín, Gemma Royo, Débora Alonso, e Isabel Gómez si imposero davanti all’Unione Sovietica e alla Corea del Nord.   

Il podio di Francoforte ha inoltre un peso che va ben oltre le medaglie, come abbiamo visto ieri nell’individuale. Spagna, Giappone e Brasile, le prime tre della classifica generale, conquistano direttamente il pass per i Giochi di Los Angeles 2028. Le migliori 24 sulle 41 partecipanti, invece, si affronteranno di nuovo, l’anno venturo, ai mondiali di Baku, in Azerbaijan, per altri quattro posti olimpici e i tre podi iridati. Restano fuori, purtroppo, il Messico, venticinquesimo e primo degli esclusi, la Finlandia, ventiseiesima, mentre le ginnaste azere, ventottesime, saranno ripescate in qualità di paese organizzatore, il Sud Africa (37°) e l’Australia (39°) per la riallocazione dei Continenti.   

E l’Italia? Il numero della classifica dice 11° posto con 51,250 punti, quindi a ridosso dellla Top Ten. Ma dietro quel totale c’è molto di più. Chiara Badii, Sasha Mukhina, Serena Ottaviani, Gaia Pozzi, Sofia Sicignano e Bianca Vignozzi, allenate da Germana Germani, Monia Di Matteo e Bilyana Dyakova, chiudono il loro Mondiale con due esercizi puliti, senza errori, mostrando carattere, solidità e progressi evidenti nel percorso di lancio del nuovo progetto cominciato pochi mesi fa, dopo la quindicesima piazza di Rio de Janeiro. Il confronto con il 2025 racconta bene l’evoluzione delle azzurre: sotto il Cristo del Corcovado l’Italia dell’allora coach Mariela Pashalieva aveva terminato il concorso generale al 15° posto, mentre circa un anno dopoi, alla Festhalle, le Farfalle risalgono di ben quattro posizioni, finendo a poco più di quattro punti dal podio, “qualificatissime” per Baku 2027!!! Considerati gli innesti di ginnaste strada facendo – del gruppo “brasiliano” sono rimaste solo Badii e Sicignano, le altre erano tutte esordienti – i nuovi programmi tecnici – per composizioni, musiche e attrezzi – e le poche esperienze internazionali accumulate, l’impressione è che il nostro Insieme Nazionale sta progressivamente accorciando le distanze dal vertice. Il traguardo è già chiarissimo: Baku 2027. Sarà il Mondiale decisivo per conquistare la qualificazione ai Giochi – anche se potrebbero esserci, prima, altre chance in Coppa del Mondo e agli Europei, che mettono in palio un posto ciascuno – e tutto il lavoro di questa stagione è inevitabilmente proiettato verso quell’appuntamento.

Certo, dispiace per la mancata qualificazione alle due finali di specialità di domani, che avrebbe dato modo alle ragazze di Germani e Di Matteo di mettere altri chilometri nel motore. E sicuramente non ha aiutato il sorteggio, che ha visto l’Italia, salire in pedana per quinta, questa mattina alle 11.00, nel girone inaugurale del Completo tedesco, terminato alle 18.30, con il Giappone terz’ultimo che strappava la piazza d’onore al Brasile. Per la cronaca la rientrante Bielorussia con 51.600 precede le nostre Farfalle, che però, a loro volta, hanno fatto meglio della Russia (51,150). Entrambe le ex regine dell’Est – dominatrici per anni insieme alla Bulgaria (oggi sesta con 54.600) erano in gara con la bandiera neutrale.

“Sono state emozioni molto forti e uniche – hanno dichiarato Badii e compagne in coro, durante le interviste in zona mista – Abbiamo portato a termine due esecuzioni con dei piccoli aggiustamenti ma senza perdite (soltanto dei criteri mancati alle 5 palle e una collaborazione non riuscita nel misto, ndr). Siamo contente di questo perché era il nostro principale traguardo: fare bella figura! Ci teniamo a complimentarci, naturalmente, con Sofia e Tara: è stato bellissimo vederle oggi sugli spalti a fare il tifo per noi. Domani ricambieremo, sostenendole con tutta la nostra energia. Ringraziamo anche la Federazione, lo staff medico e tutte le allenatrici. Stiamo lavorando insieme per raggiungere l’obiettivo che è nel cuore di tutti gli appassionati di ritmica, nel nostro Paese, noi comprese”. 

Alle 5 palle le azzurre sono 12esime con 25,100 punti, a 1,700 dal Brasile, ottavo con 26,800 e ultimo ammesso alla finale. A contendersi il titolo saranno Spagna (28,500), Giappone (28,150), Cina (28,150), Germania (27,700), Ucraina (27,450), WG1 (27,400), Bulgaria (26,900) e, appunto, le atlete carioca (26,800). Ancora più contenuto il distacco nel misto, 3 cerchi e 2 paia di clavette. L’Italia chiude 11ª e terza riserva con 26,150 punti, a 1,100 dall’Uzbekistan, ottavo e ultimo qualificato con 27,250. In finale tornano Spagna (28,950), Brasile (28,700), Giappone (28,550), Bulgaria (27,700), Ucraina (27,450), Germania (27,350), Israele (27,350) e Uzbekistan (27,250). Occhio, dunque, ai fenomeni della Federazione madrilena, perché potrebbero mettere a segno una clamorosa tripletta, come fanno ormai da due edizioni – Tallinn 2025 e Varna 2026 -in campo europeo.  

Dunque, niente finali di gruppo per la FGI – che comunque ha la migliore individualista al cerchio, Sofia Raffaeli, e due ginnaste, seconda e terza nel Q1 alla palla, ossia la stella marchigiana e la collega delle Fiamme Oro Tara Dragas – ma la Festhalle consegna alla delegazione guidata da Oreste De faveri indicazioni incoraggianti. La strada verso la California passa dal Mar Caspio e il gruppo italiano lascia Francoforte con la consapevolezza che il divario dalle migliori si sta assottigliando. Il 2027 sarà l’anno della verità, intanto solo Spagna, Giappone e Brasile, con i gruppi, Germania, Bulgaria e la Federazione Ginnastica d’Italia vantano un pass per Nazione a LA2028.

A proposito di Nazioni. In palio oggi c’era pure il Team Ranking, la classifica data dalla somma degli otto punteggi individuali e dei due della squadra. Una graduatoria che di fatto riconosce le scuole più competitive del Mondo, le più complete nel mix tra lavoro singolo e di gruppo. Ebbene la FGI, che vinse il titolo nel 2022 a Sofia, arrivò seconda a Kitakyushu nel 2021 e terza, per due volte, ancora a Sofia ma nel 2018 e a Valencia nel 2023, in Germania conferma la sesta piazza dello scorso anno con il totale, sulle dieci esecuzioni, di 270.350. Sul podio ci salgono la Russia (278.300), malgrado le fatiche dell’Insieme ma forte di due stelle del calibro di Mariia Borisova e Sofiia Ilteriakova, la Bulgaria di Stilijana Nikolova e compagne, argento a quota 276.050, e la Cina terza con 275.400. Ai piedi del trio delle meraviglie ci finisce un’ottima Germania, che, trascinata soprattutto da Darja Varfolomeev, con 271.800, riesce a tenersi dietro l’Ucraina di Taisiia Onofriichuk, ferma a 271.250. Alle spalle della scuola dei piccoli attrezzi azzurri, sesta appunto, troviamo superpotenze del calibro di Brasile (270.200), Stati Uniti (270.000), Bielorussia (267.550), Israele (267.000), Kazakhstan (266.650), Giappone (266.550) e la Spagna (264.000), che, al momento, ha un Insieme dell’altro mondo ma fa più fatica a livello delle singole (la migliore è stata Daniela Pico, riserva della finale a 18). Fanalini di coda di questa speciale classifica di qualità, il Canada (20°), il Messico (19°) e l’Australia (18°).

CLASSIFICA ALL AROUND A SQUADRE

CLASSIFICA TEAM RANKING

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