
Dal 21 agosto al 3 settembre si svolgerà a Taranto la 20ª edizione dei Giochi del Mediterraneo, l’Olimpiade dei Paesi che si affacciano sul “Mare Nostrum”, promossa al termine del secondo conflitto mondiale dallo stesso CIO – e in particolare da Muhammed Taher Pasha, presidente del NOC egiziano e membro della Commissione Esecutiva del Comitato Olimpico Internazionale – sempre a cadenza quadriennale, con prima edizione ad Alessandria d’Egitto, dal 5 al 20 ottobre del 1951.
Ed è proprio dal principio che parte la Nostra Storia. Dieci le Nazioni partecipanti, 734 gli atleti iscritti (tutti uomini) e i nostri alfieri chiudono con uno splendente argento, dietro solo alla Francia e davanti ai padroni di casa. L’Italia di Guido Figone (vincitore di due ori individuali a sbarra e parallele), Romano Neri, Orlando Polmonari, Angelo Vicardi e Littorio Sampieri (indicato talvolta nei tabellini storici della federazione come Sampietri), Luigi Zanetti si porta a casa il medagliere, continuando la sua rinascita sportiva dopo il conflitto.
Quattro anni dopo la competizione arriva in Europa la squadra, con l’aggiunta di Arrigo Carnoli e del futuro presidente FGI Riccardo Agabio, si migliora salendo con i compagni sul primo gradino del podio di Barcellona 1955, ribaltando di soli 6 decimi il risultato ottenuto in terra africana. Figone sarà l’unico ginnasta azzurro a riuscire a conquistare medaglie di specialità, il bronzo al cavallo con maniglie e agli anelli.
La rassegna del 1959 si tenne a Beirut, dall’11 al 23 ottobre, ma il CONI ridusse drasticamente la delegazione complessiva spedendo in Libano solo 55 atleti maschi in totale (rinunciando interamente non solo alla rappresentativa della ginnastica ma anche ad altre discipline cardine, tra cui l’intera squadra di atletica leggera). L’anno seguente però Polmonari e Vicardi, con i nuovi innesti dei fratelli Carminucci, di Franco Menichelli e Gianfranco Marzolla, arriveranno fino sul podio dell’Olimpiade vera, alle Terme di Caracalla, a Roma nel 1960.
E, proprio pensando a questa evoluzione e alla vocazione pacifista del CIJM, nato dalle ceneri di un Mar Mediterraneo post bellico, ci piace chiudere il nostro breve excursus storico con le parole di Papa Leone, a pochi giorni dell’apertura dei Giochi di Taranto: “Auguro che tale evento sportivo sia una profezia di pace e di fratellanza tra i popoli di questa regione e del mondo intero”.
Foto archivio storico Palestra Ginnastica Ferrara – Collezione Privata famiglia Polmonari-Pasquali

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