
Una giornata da incorniciare, il sigillo finale su un’edizione dei Giochi del Mediterraneo che consegna alla Ginnastica Artistica italiana un bottino straordinario. Dopo le sei medaglie conquistate nella sessione mattutina, gli azzurri ne aggiungono altre cinque nel pomeriggio al PalaCampitelli di Grottaglie: l’argento di Tommaso Brugnami al volteggio, i bronzi di Eleonora Calaciura alla trave e Matteo Levantesi alle parallele pari, quindi la splendida doppietta al corpo libero femminile, con Benedetta Gava d’oro ed Emma Fioravanti di bronzo.
Il consuntivo della giornata conclusiva dice dunque undici medaglie, un’autentica pioggia azzurra nelle finali di specialità. Un raccolto che porta a quattordici il totale dell’Artistica italiana ai XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026: alle undici di oggi vanno infatti aggiunti il bronzo di Sofia Tonelli nel concorso generale individuale femminile, l’oro dell’Italdonne e l’argento dell’ItalGAM nei concorsi a squadre. E allargando il bilancio all’intera Federazione Ginnastica d’Italia, il conto sale a quindici medaglie, grazie anche al bronzo di Viola Sella nel concorso generale individuale di Ginnastica Ritmica.
Il pomeriggio di questa domenica 2 settembre che ricorderemo a lungo, si apre con Tommaso Brugnami, portacolori delle Fiamme Rosse dei Vigili del Fuoco, che sulla rincorsa dei 25 metri conquista una splendida medaglia d’argento al volteggio. L’azzurro chiude con la media di 13.900, alle spalle del marocchino Hossaini, oro con 14.025, e davanti al turco Avci, bronzo a 13.850. Il campione delle Fiamme Rosse presenta due salti entrambi da 4.800 di difficoltà: sul primo, lo Yurchenko con due avvitamenti e mezzo, ottiene 9.250 di esecuzione per un totale di 14.050, sul secondo, il Driggs, 8.950 per 13.750. Una prova di grande solidità per il giovane azzurro, che riesce a trasformare una delle sue specialità preferite in una preziosa medaglia mediterranea. A un passo dal podio anche Niccolò Vannucchi, quarto con 13.750 di media. Anche per lui un primo salto da 14.050 (D 4.800, E 9.250) sul Kasamatsu con un avvitamento e mezzo, seguito dal 13.450 sul Roche, la ribaltata doppio avanti (D 4.800, E 8.650). Due italiani, dunque, nelle prime quattro posizioni della final eight sulla rincorsa dei 25 metri.
La festa continua sulla trave femminile con Eleonora Calaciura, siciliana della Juventus Nova Melzo 1960, che conquista il bronzo con 12.900, grazie a una difficoltà di 5.100 e a un’esecuzione da 7.800. Davanti all’azzurra soltanto l’algerina Kaylia Nemour, prima con 13.300 malgrado una caduta, e la spagnola Alba Petisco, argento con 13.200. Una finale combattutissima, nella quale l’altra stella della FGI, l’agente di Polizia Sofia Tonelli, conclude al quinto posto con 12.200 (D 4.700, E 7.500). Per Calaciura arriva così un podio di grande prestigio su uno degli attrezzi più selettivi del programma femminile, dove equilibrio e precisione diventano determinanti.
Il medagliere azzurro continua a crescere alle parallele pari. Matteo Levantesi, portacolori dell’Aeronautica Militare, firma un esercizio da 13.900, con 5.100 di difficoltà e 8.800 di esecuzione, e conquista il terzo gradino del podio. Davanti a lui, entrambi a quota 14.000, il turco A. Dogan e il cipriota M. Georgiou. Ai piedi del podio c’è un altro italiano, Stefano Patron, quarto con 13.450, frutto di 4.900 di difficoltà e 8.550 di esecuzione. Anche alle parallele pari, dunque, l’Italia piazza due ginnasti tra i primi quattro, confermando la profondità di un gruppo maschile giovane e competitivo.
Il momento più esaltante del pomeriggio arriva però dal corpo libero femminile. Benedetta Gava, difende la corona di Asia D’Amato e conquista l’oro con 13.300, grazie a un esercizio da 5.300 di difficoltà e 8.000 di esecuzione, precedendo la spagnola Alba Petisco, argento con 13.200. Per Gava è il coronamento di Giochi del Mediterraneo semplicemente straordinari. Dopo l’oro nel concorso a squadre e quello nella finale al volteggio, arriva anche il titolo al corpo libero: tre ori a Taranto 2026, una tripletta che la consacra tra le grandi protagoniste della spedizione Coni in terra di Puglia. E sul podio con lei sale Emma Fioravanti. La milanese della Forza e Coraggio ottiene 12.800, con 5.400 di difficoltà e 7.400 di esecuzione, e conquista il bronzo. In mezzo alle due italiane soltanto Petisco. Oro Gava, bronzo Fioravanti: due azzurre sullo stesso podio e un’altra fotografia da conservare nell’album di questi Giochi.
Il risultato finale si avvicina moltissimo alle 16 medaglie conquistate complessivamente da Artistica e Ritmica a Orano 2022. Quattro anni dopo, nell’edizione casalinga di Taranto, la Ginnastica italiana si ferma dunque a una sola lunghezza dal bottino dell’edizione algerina, confermando ancora una volta la propria capacità di essere protagonista nel programma mediterraneo. E forse il dato più significativo va oltre il semplice conto dei podi. Taranto 2026 sarà ricordata anche come l’edizione dei tanti giovani lanciati sulla scena internazionale, chiamati a misurarsi con una concorrenza sempre più numerosa e agguerrita. Un banco di prova importante per il presente, ma soprattutto per il futuro delle Nazionali azzurre.
C’è infine un numero che dà una dimensione storica all’impresa di Grottaglie. Con i risultati di Taranto 2026, il palmarès di tutti i tempi della Federazione Ginnastica d’Italia ai Giochi del Mediterraneo raggiunge quota 253 medaglie: 84 ori, 90 argenti e 79 bronzi.

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