
C’è una magia particolare che aleggia sulla Ville Lumière in questi giorni, la stessa che anima un piccolo topolino francese quando scopre che il talento non ha bisogno di permessi per emergere. Nell’Acor Arena anche la ginnastica ha trovato il proprio tocco d’autore, e l’ItalGAM lo dimostra conquistando quattro finali di specialità su quattro -volteggio, corpo libero, cavallo con maniglie e sbarra – capaci di far sognare in grande, alla vigilia di una domenica che lascia ben sperare per le medaglie.
Ad aprire le danze della mattinata è “Piumino”, come lo chiamano affettuosamente nel mondo ginnico: Tommaso Brugnami sale per primo sulla pedana del Corpo Libero, e chiude al 3° posto con 13.500 punti, alle spalle solo di Artem Dolgopyat (14.066) e Anze Hribar (14.000). È proprio lui a raccontare a caldo tutta l’emozione di questa trasferta parigina: “La competizione è bellissima, il palazzetto è veramente incredibile, sembra un sogno”, racconta l’atleta delle Fiamme Rosse, ricordando come proprio quell’impianto abbia ospitato i Giochi Olimpici di Parigi 2024: “Due anni fa qui si sono disputate le Olimpiadi, e oggi siamo noi a gareggiare su questo palcoscenico, è veramente emozionante”.
Subito dopo tocca a Gabriele Targhetta salire sul Cavallo e la sua è una prova magistrale che vale un abnorme 15.033, sufficiente a issarlo momentaneamente in prima posizione assoluta, davanti all’armeno Hamlet Manukyan (15.000) e lo spagnolo Ignacio Yockers (14.133). Nonostante il punteggio da record, il poliziotto delle Fiamme Oro si professa tutt’altro che appagato, con quella sana insoddisfazione che contraddistingue i grandi campioni. “Questa gara mi serviva un po’ per tornare a gareggiare dopo gli Europei, che comunque erano andati benissimo, mi serviva un attimo per ritrovare la forma”, spiega Targhetta, riferendosi proprio alla rassegna continentale di Zagabria, dove lo scorso agosto ha conquistato l’oro in questa specialità, diventando il primo ginnasta italiano della storia a salire sul gradino più alto del podio continentale. “Sono felice, molto felice di questa qualifica, anche se non l’ho eseguita al meglio delle mie possibilità”, aggiunge, con quell’understatement che fa sorridere chi conosce il valore reale della sua prestazione. “Sono contento, ma si può sempre fare meglio, mai accontentarsi”.
Nel pomeriggio la squadra torna in azione, con Brugnami di nuovo protagonista sulla pedana del Volteggio, dove chiude 5°, forte di una media di 13.916. Sulle due finali conquistate nella giornata, l’azzurro si dice pienamente soddisfatto pur riconoscendo margini di miglioramento. “Sono davvero contento di entrambe le finali, ho sporcato leggermente qualche elemento, quindi posso ancora crescere da tutte e due le parti, ma va bene così, testa già a domani”. Poco dopo, sale infine sulla sbarra Carlo Macchini, anche lui poliziotto delle Fiamme Oro, che firma il punteggio più alto dell’intera qualifica, un 14.800 che lo posiziona momentaneamente in vetta alla classifica, seguito da Noam Berkovich (13.700) e Anthony Mansard (13.666).
Parole e numeri che raccontano bene lo spirito di una squadra che sa festeggiare i traguardi senza mai perdere la fame di migliorarsi, proprio come il protagonista di quel film ambientato tra le cucine parigine, capace di trasformare ogni piccola imperfezione in stimolo per il piatto successivo. Una giornata capace di regalare all’Italia quattro carte pesantissime da giocare nelle finali di specialità di domani, con la speranza che i risultati possano essere confermati, o, perché no, anche migliorati. Gamba!

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