Rotterdam torna capitale della ginnastica artistica mondiale. Dal 17 al 25 ottobre la città olandese ospita la 54ª edizione dei Campionati del Mondo, un appuntamento che inaugura ufficialmente il percorso di qualificazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Nove giornate di competizione, 82 nazioni rappresentate, 24 squadre provenienti dai cinque continenti e 14 titoli iridati da assegnare, ma soprattutto i primi sei pass olimpici per le competizioni a squadre: le prime tre Nazionali maschili e le prime tre femminili della classifica iridata olandese conquisteranno infatti il diritto di presentarsi in California con una formazione completa di cinque ginnasti o ginnaste. Un traguardo che conferisce alla rassegna dei Paesi Bassi un valore strategico, ben oltre l’assegnazione delle medaglie.

La manifestazione segna anche il ritorno della competizione a squadre nel programma della World Gymnastics, dopo l’ultima edizione disputata nel 2023 ad Anversa. Un appuntamento che, nel ciclo olimpico, trova spazio soltanto nei due anni che precedono i Giochi e che a Rotterdam assume un significato particolare, rappresentando la prima opportunità di qualificazione diretta per LA28.

Il panorama internazionale si presenta ricco di campioni olimpici e mondiali. Tra i protagonisti più attesi figura il giapponese Daiki Hashimoto, tre volte iridato nel concorso generale individuale, a caccia di un quarto titolo che lo porterebbe a eguagliare un primato raggiunto da un solo ginnasta nella storia. Riflettori puntati anche sulla brasiliana Rebeca Andrade, atleta olimpica più medagliata nella storia del suo Paese con sei podi ai Giochi, sull’algerina Kaylia Nemour, prima ginnasta africana capace di conquistare titoli mondiali e olimpici nell’artistica, e sul cinese Zou Jingyuan, specialista delle parallele pari, dove vanta due ori olimpici e quattro titoli iridati.

Otto degli undici campioni del mondo individuali del 2025 proveranno a difendere il proprio titolo, mentre saranno sei gli ori olimpici di Parigi 2024 presenti in pedana. Particolarmente interessante si annuncia la sfida femminile a squadre. Gli Stati Uniti, vincitori degli ultimi sette titoli consecutivi, dovranno difendere la propria supremazia dagli assalti delle principali potenze internazionali, a cominciare dall’Italia e dal Brasile, entrambe sul podio olimpico a Parigi, senza dimenticare Gran Bretagna, Cina e Giappone.

«È un grande onore accogliere i migliori ginnasti del mondo – ha dichiarato il presidente di World Gymnastics, Morinari Watanabe – Questa città dinamica offrirà uno straordinario palcoscenico all’eccellenza sportiva, riunendo la comunità ginnica internazionale in uno spirito di amicizia, solidarietà e passione condivisa».

Un concetto che purtroppo stride con la decisione del governo olandese di non concedere i visti di ingresso ad alcuni atleti russi, a cominciare da Angelina Melnikova, campionessa olimpica a squadre a Tokyo 2020, detentrice dei titoli mondiali nel concorso generale e al volteggio e fresca campionessa europea assoluta. Insieme a lei non hanno ottenuto il visto Viktoria Listunova, anche lei oro olimpico a Tokyo, e Anna Kalmykova, vicecampionessa europea all-around. La Federazione di Mosca ha contestato il provvedimento, ritenendolo discriminatorio e annunciando l’intenzione di rivolgersi al Comitato Olimpico Internazionale per chiedere una valutazione delle conseguenze sulla regolarità del percorso di qualificazione olimpica. Il provvedimento non riguarda indiscriminatamente l’intera delegazione russa, poiché altri ginnasti hanno ottenuto regolarmente l’autorizzazione all’ingresso nei Paesi Bassi. Sullo spinoso caso diplomatico, che ricorda un caso simile occorso in occasione dei Mondiali di Giacarta del 2025, nei confronti però degli atleti israeliani, è intervenuta anche World Gymnastics con una nota ufficiale diffusa da Losanna il 14 ottobre, nella quale ha precisato che il rilascio dei visti rientra nella competenza esclusiva delle autorità olandesi e che la Federazione internazionale non è nelle condizioni di spiegare le ragioni dei singoli dinieghi. La Federazione Mondiale ha espresso poi profondo rammarico per le ripercussioni negative sulla preparazione della delegazione russa e per l’incertezza generata nell’ambiente ginnico internazionale, confermando di mantenere aperto il dialogo con il governo dei Paesi Bassi, il Comitato organizzatore locale e la Federazione russa nel tentativo di gestire la situazione.

Il programma agonistico entrerà nel vivo con le qualificazioni del 17, 18 e 19 ottobre, prima dell’assegnazione delle medaglie. Martedì 20 ottobre è prevista la finale a squadre maschile, seguita mercoledì 21 da quella femminile. Giovedì 22 e venerdì 23 sarà la volta dei concorsi generali individuali, rispettivamente uomini e donne, mentre il 24 e 25 ottobre le finali di specialità chiuderanno la rassegna iridata.

Per la città “orange” si tratta della terza esperienza organizzativa nella storia dei Campionati del Mondo, dopo le edizioni del 1987 e del 2010. Rotterdam diventa così la terza città, dopo Parigi e Praga, a ospitare per tre volte la massima rassegna planetaria della ginnastica artistica, e l’unica ad aver raggiunto questo traguardo interamente nell’epoca moderna. L’edizione 2026 si sviluppa attorno al tema Building Bridges, costruire ponti, con l’obiettivo di creare un collegamento tra lo sport di alto livello, il territorio e la comunità locale.

«Questi Campionati del Mondo sono innanzitutto una celebrazione della ginnastica ai massimi livelli e degli atleti che hanno lavorato duramente per raggiungere questo palcoscenico – ha sottolineato Monique Kempff, presidente della Federazione olandese KNGU – Ma la nostra ambizione va oltre la competizione. Attraverso il tema Building Bridges vogliamo avvicinare lo sport d’élite alla città e ai suoi cittadini, dando vita a un progetto condiviso con Rotterdam e con tutte le realtà coinvolte nell’organizzazione».

Per la ginnastica italiana il ritorno all’Ahoy Arena rappresenta anche un viaggio nella memoria. Dal 16 al 24 ottobre 2010, proprio nello stesso impianto, si disputarono i Campionati del Mondo che regalarono all’Italia una medaglia di bronzo grazie a Matteo Morandi, terzo agli anelli. La Nazionale maschile di allora, composta da Alberto Busnari ed Enrico Pozzo – entrambi presenti anche in questa edizione in veste di allenatori federali – Paolo Ottavi, Matteo angioletti, Mattia Tamiazzo e dallo stesso “Dog” Morandi, concluse le qualifiche al decimo posto, rimanendo esclusa dalla finalissima.

Migliore fu l’esito della rappresentativa femminile, che riuscì a conquistare l’accesso alla final eight a squadre. Vanessa Ferrari, Elisabetta Preziosa, Lia Parolari, Serena Licchetta, Eleonora Rando e Jessica Mattoni terminarono la competizione all’ottavo posto, confermando la presenza dell’Italdonne tra le migliori realtà del Globo. Sul piano individuale, “Vanny” concluse undicesima nel concorso generale e sesta al corpo libero, mentre “Betta” si classificò ventiquattresima nell’all-around. Sedici anni più tardi, l’Italia torna dunque a Rotterdam con una nuova generazione di fenomeni e con una prospettiva che guarda già alla prossima Olimpiade. Il confronto con le migliori Nazionali del mondo assume un valore determinante non soltanto per le ambizioni di classifica e di medaglia, ma anche per la possibilità di conquistare immediatamente l’ammissione a squadre per Los Angeles 2028.

Ad accompagnare la spedizione italiana lungo le rive del fiume Nieuwe Maas (un ramo del delta del Reno e della Mosa), a circa 30 chilometri dal Mar del Nord, è il capo delegazione Fabrizio Lupi, consigliere nazionale, alla sua prima esperienza in questo ruolo in occasione di un Mondiale. Le impressioni raccolte nei primi giorni di permanenza a Rotterdam restituiscono l’immagine di un gruppo sereno, motivato e pronto ad affrontare gli impegni agonistici.

«La delegazione italiana si presenta a questi Campionati del Mondo con un clima di grande serenità e coesione – ha spiegato Lupi – Ho trovato un gruppo particolarmente affiatato, nel quale si percepiscono motivazione e concentrazione. La distribuzione degli allenamenti e degli impegni agonistici su fasce orarie differenti, dalla prima mattinata fino a tarda sera, limita inevitabilmente le occasioni di condivisione dell’intera squadra. Tuttavia, già durante il viaggio e nella prima giornata trascorsa insieme, ho potuto constatare uno spirito decisamente positivo».

Soddisfacente anche il primo bilancio relativo all’accoglienza e agli aspetti organizzativi della manifestazione. «La sistemazione alberghiera è di ottimo livello, le camere sono confortevoli e il servizio di ristorazione risponde adeguatamente alle esigenze della delegazione. Nel complesso, abbiamo trovato condizioni favorevoli per affrontare gli impegni di questa rassegna. Le procedure di accreditamento si sono svolte senza difficoltà e anche l’orientation meeting ha rappresentato un’occasione proficua di confronto e conoscenza dell’organizzazione».

Un esordio nel ruolo di capo missione affrontato con il supporto dei due direttori tecnici nazionali. «In questa fase iniziale ho potuto avvalermi della preziosa collaborazione dei DTN Casella e Cocciaro, la cui esperienza si è rivelata particolarmente utile. Le prime impressioni sono dunque molto positive e sono pienamente soddisfatto delle condizioni nelle quali le nazionali italiane si appresta ad affrontare la competizione».

A completare la presenza istituzionale della Federazione Ginnastica d’Italia sarà il presidente Andrea Facci, atteso a Rotterdam in occasione delle finali per seguire da vicino le fasi decisive del Campionato. L’Ahoy Arena è pronta ad accendere i riflettori sulla ginnastica dei numeri uno. Per l’Italia, sedici anni dopo il bronzo di Morandi – che poi l’avrebbe vinto anche ai Giochi di Londra 2012 – si apre un nuovo capitolo della storia FIG, con lo sguardo rivolto alle medaglie di Rotterdam e, soprattutto, al futuro a cinque cerchi del Sogno California.

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