
Cinque finali, cinque medaglie azzurre. E un record che durava da quasi trent’anni mandato definitivamente in archivio. La mattinata conclusiva della ginnastica artistica ai XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 si apre nel segno dell’Italia, protagonista al PalaCampitelli di Grottaglie con un oro, tre argenti e un bronzo nelle prime cinque finali di specialità, tre maschili e due femminili.
Un bottino che assume un significato ancora più importante per l’intera spedizione del CONI. Il precedente primato italiano ai Giochi del Mediterraneo apparteneva infatti a Bari 1997, con 193 medaglie complessive. Grazie anche alle cinque conquistate oggi dall’artistica, quel muro è stato superato: Taranto 2026 diventa così l’edizione più medagliata di sempre per l’Italia nella storia dei Giochi del Mediterraneo, dalla prima rassegna di Alessandria d’Egitto 1951 fino a oggi.
Ad assistere alle finali c’era anche il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che al termine delle gare si è complimentato con gli atleti azzurri e con la Federazione Ginnastica d’Italia per i risultati ottenuti e per il contributo determinante al superamento dello storico record di Bari. Un riconoscimento rivolto anche al movimento nel suo complesso, all’ambiente della ginnastica e ai valori sportivi ed educativi che la disciplina continua a promuovere attraverso l’attività della più antica Federazione sportiva italiana.
La copertina della mattinata è di Benedetta Gava. La diciassettenne dell’Artistica 81 di Trieste si prende l’oro al volteggio con 13.675, precedendo la greca A. Mesiri, argento con 13.500, e la slovena T. Belak, bronzo a 13.400. A premiarla è la Presidente del Comitato Regionale FGI Puglia Caterina Barberio.
Gava costruisce il successo su due salti molto solidi. Nel primo, lo Yurchenko con due avvitamenti, la stella del club giuliano presenta un 5.0 netto di difficoltà e ottiene uno splendido 9.100 in esecuzione, con 0.1 di penalità per un piede fuori dalla linea e il totale di 14.000. Sul secondo, rondata flic mezzo giro più salto avanti raccolto, parte da 3.800 di nota D e strappa addirittura 9.150 nella E, chiudendo a 12.950. La media dei due salti, con il bonus di 0.2, porta alla media del 13.675 che vale per Benedetta il titolo mediterraneo che fu di Asia D’Amato ad Orano 2022.
La prima finale maschile regala subito altre due medaglie alla gloriosa storia della FGI. Al corpo libero vince il greco Tantalidis con 13.700, appena un decimo davanti agli azzurri Ivan Brunello e Niccolò Vannucchi, entrambi a quota 13.600. Brunello mette insieme 5.100 di difficoltà e 8.400 di esecuzione, con 0.100 di penalità. Grazie alla nota E più alta l’atleta di Seveso scalza di un gradino quello della Gymnastic Romagna Team, bravo, comunque, malgrado un problemino alla schiena, a mettere insieme un 5.5 di difficoltà e un 8.0 di esecuzione con un decimo di penalità per un fuori pedana. La classifica assegna così l’argento al lombardo e il bronzo al toscano. Per i due giovani della rosa del DTN Giuseppe Cocciaro è la conferma del valore mostrato durante tutta la rassegna tarantina, in una finale risolta sul filo dei millesimi.
Alle parallele asimmetriche c’è una fuoriclasse davanti a tutte: l’algerina Kaylia Nemour, campionessa olimpica di Parigi 2024 alla specialità, domina la final eight con un sontuoso 15.500. Ma alle sue spalle il podio si colora due volte d’azzurro. L’agente di polizia Sofia Tonelli conquista l’argento con 14.100, grazie a un esercizio da 6.100 di difficoltà e 8.000 di esecuzione. Un’altro piazzamento importantissimo per l’agente delle Fiamme Oro dopo il bronzo già conquistato nel concorso generale individuale e l’oro a squadre.
Accanto alla toscana, cresciuta nella Saltavanti di Empoli, sale sul podio Artemisia Iorfino, bronzo con 13.800: per la diciassettenne biellese, allenata da Federica Gatti ed Enrico Pozzo alla Libertas Vercelli 5.900 di difficoltà e 7.900 di esecuzione. Quarto posto per la spagnola Alba Petisco con 13.550. Altre due italiane sullo stesso podio, dunque, alle spalle di una delle stelle assolute della ginnastica mondiale.
E Vannucchi non si ferma. Sul castello grottagliese degli anelli arriva, infatti, un altro metallo pesante, questa volta d’argento. L’oro va al turco M. Kosak, primo con 14.250, mentre il ventiquattrenne di Bagno a Ripoli chiude a 13.850, pari merito con Omar Mohamed, che completa il podio. Niccolò costruisce il suo punteggio con 5.100 di difficoltà e soprattutto un eccellente 8.750 di esecuzione, con il quale scioglie a suo favore l’ex aequo, superando l’egiziano fermo a 8.650. Nell’ottetto c’era anche Brunello, ottavo con 12.650, a causa di qualche imprecisione sulla tenuta delle posizioni e nell’uscita.
Il conto della prima parte della giornata dice dunque cinque medaglie per la ginnastica italiana: l’oro di Benedetta Gava al volteggio; gli argenti di Sofia Tonelli alle parallele asimmetriche, Ivan Brunello al corpo libero e Niccolò Vannucchi agli anelli; il bronzo dello stesso Niccolò al corpo libero e quello di Artemisia Iorfino sugli staggi. Ed è proprio questa valanga artistica a consegnare alla mattinata di Grottaglie un posto nella storia dello sport italiano, sotto gli occhi del ministro Abodi e di un Pala Campitelli che, per una mattina, è diventato uno dei luoghi simbolo della ginnastica di tutti i tempi.

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